Nel 2026 il Friuli Venezia Giulia estenderà il proprio modello di idrogeno rinnovabile alla provincia di Udine con due impianti da 7,5 milioni di euro ciascuno, finanziati attraverso un bando regionale e statale da 15 milioni complessivi.
A Manzano nascerà Solhx, proposto dai Cantieri Navali di Venezia, per rifornire le aziende del distretto locale, mentre a Pozzuolo del Friuli sorgerà l’impianto Abs Produzione di idrogeno rinnovabile di Acciaierie Bertoli Safau, destinato ai propri cicli produttivi ad alta intensità energetica.
Come per il Trieste Hydrogen Hub, l’energia proverrà esclusivamente da fotovoltaico e l’idrogeno verrà generato tramite elettrolisi. Il sito triestino, alimentato da un parco da 4,8 MW e acqua recuperata dal termovalorizzatore Hestambiente, potrà produrre fino a 370 tonnellate annue entro il 30 giugno 2026, a servizio di trasporti pesanti, logistica portuale e industria locale.
Dopo una prima fase rivolta alla mobilità (mezzi a idrogeno previsti tra il 2026 e il 2030), la strategia regionale ora coinvolge direttamente il manifatturiero: «Il Friuli Venezia Giulia si conferma una regione all’avanguardia nell’innovazione industriale», ha dichiarato l’assessore Sergio Emidio Bini, aggiungendo: «Investire nell’idrogeno rinnovabile è fondamentale per decarbonizzare industria pesante e trasporti, ma significa anche attrarre imprese, risorse private e creare occupazione qualificata».
Sul fronte della ricerca sono stati stanziati 4,7 milioni di euro per sette progetti guidati da Università di Trieste e Udine, Area Science Park, Elettra Sincrotrone, Ogs, Cnr-Iom e Sissa, all’interno dei poli Fuse, I-Campus-H2, H2SmartLab, E4H2 e di una nuova infrastruttura sui materiali per la filiera. Una mappatura aggiornata al 2025 valuta in oltre 2.800 le imprese potenzialmente coinvolgibili; rimangono deboli i segmenti di stoccaggio e trasporto, su cui si concentrano diverse ricerche. «Nei prossimi anni la sfida sarà costruire una filiera completa e garantire una distribuzione efficace dell’idrogeno verde», ha concluso Bini.