«Prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese» fu il criterio di ricostruzione indicato dopo il terremoto del 6 maggio 1976 dall’allora arcivescovo di Udine, mons. Alfredo Battisti. Pre Rizieri De Tina, oggi parroco di Nimis, ricorda che la proposta venne formulata il 10 maggio 1976 dai sacerdoti della Carnia riuniti nella cappella del Seminario.
Domenica 8 febbraio, alle 15.30, De Tina e don Luigi Gloazzo – direttore della Caritas diocesana di Udine e parroco di Povoletto – interverranno a palazzo Orgnani Martina di Venzone per l’incontro intitolato “Cu la int. Testemoniance di predis in prime linie tes tendopolis dal taramot dal ’76”. I due religiosi offriranno la loro testimonianza di preti presenti tra la gente nei giorni successivi alla scossa.
L’appuntamento rientra nel ciclo promosso da Glesie furlane, pensato per proporre un’altra voce in vista delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del sisma. Il programma era stato aperto il 18 gennaio da Angelo Floramo con un intervento sui terremoti che hanno segnato la storia friulana e sulla capacità della comunità di trasformare la ricostruzione in occasione di rinnovamento sociale.
