Al castello di Udine ha aperto “Terremoti e trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli”, mostra visitabile fino al 18 ottobre 2026 nel Salone del Parlamento e in alcune sale della Galleria d’arte antica.
Realizzata per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, l’esposizione intreccia fotografia, storia e scienza. Il percorso segue tre linee del tempo, culturale, paesaggistica e sismologica, dalla seconda metà dell’Ottocento alla contemporaneità. Sono presentate circa 250 fotografie, oltre a incisioni, documenti storici e materiali scientifici.
Tra i reperti figurano la traccia del sismografo della Grotta Gigante, unico sistema di rilevazione attivo il 5 maggio 1976, materiali sul terremoto della Carnia del 1928 e alcuni disegni seicenteschi del castello esposti per la prima volta.
La sezione contemporanea raccoglie i progetti realizzati tra il 2025 e il 2026 da Olivo Barbieri, Marina Caneve, Davide Degano e Giulia Iacolutti, dedicati alla ricostruzione urbana, alla ricerca sismologica, alle nuove generazioni e alla memoria del trauma.
Il progetto è curato da Silvia Bianco, Antonio Giusa e Andrea Pertoldeo e nasce dalla collaborazione tra i civici musei del Comune di Udine, il Centro di ricerca e archiviazione della fotografia, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale e la Cineteca del Friuli.
