Dopo il primo dei quattro giorni di sciopero alla Snaidero di Majano, al quale ha aderito oltre il 95% dei 260 dipendenti, l’azienda ha convocato i sindacati e ripreso il dialogo sulla prevista chiusura del reparto verniciatura, programmata per febbraio e accompagnata da 28 esuberi.
L’incontro con l’amministratore delegato Alessandro Trivillin e il neo chief operating officer Dario Giacomelli ha portato Fenel Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl a sospendere le ulteriori proteste fissate per il 29 e 30 dicembre e il 3 gennaio, mantenendo comunque lo stato di agitazione.
Il punto decisivo sarà il tavolo congiunto convocato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il 9 gennaio, al quale parteciperanno azienda e organizzazioni sindacali. Gli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive) hanno chiesto un confronto «trasparente e responsabile» per verificare soluzioni che tutelino l’occupazione.
I sindacati continuano a chiedere il ritiro degli esuberi e un piano industriale credibile, ricordando che la produzione è già ridotta a due giorni a settimana. Solidarietà ai lavoratori è giunta anche da Emanuel Oian (Sinistra Italiana Fvg), intenzionato a presentare un’interrogazione parlamentare sull’impiego di fondi pubblici.
Snaidero, partecipata da Invitalia (34,98%), DeA Capital (47,98%), Friulia (7,46%), Amco (6,90%) e famiglia Snaidero (2,68%), ha annunciato un terzo aumento di capitale da 6 milioni di euro per proseguire il rilancio, già approvato da DeA Capital e in attesa di delibera dagli altri soci.
I lavoratori chiedono certezze sul futuro dello stabilimento, dopo mesi di attività ridotta e stipendi alleggeriti, e attendono gli esiti del confronto di gennaio per valutare nuove iniziative.
