L’articolo analizza la crisi profonda della sanità in Friuli Venezia Giulia, sottolineando come sette anni di gestione abbiano prodotto pochi risultati concreti, nonostante numerosi annunci e investimenti. L’assessore Riccardi ha dichiarato la sua disponibilità a dimettersi, segno di una situazione ormai insostenibile. La mancanza di programmazione, la fuga di personale qualificato e il continuo ricambio dei direttori delle aziende sanitarie hanno aggravato il sistema, mentre i tagli ai posti letto e la soppressione di reparti hanno penalizzato soprattutto le aree montane e i piccoli ospedali. Nonostante un aumento del bilancio regionale per la sanità, i livelli essenziali di assistenza sono peggiorati e le liste d’attesa restano lunghe, anche a causa della chiusura delle agende di prenotazione. Il privato accreditato non è riuscito a compensare le carenze del pubblico, aggravando ulteriormente la situazione. L’autore conclude che è necessaria una svolta politica radicale: occorre un nuovo assessore competente e una squadra di tecnici per pianificare una vera ricostruzione, ispirata a un “piano Marshall” per riportare la sanità regionale a livelli di eccellenza.
Sanità FVG, urge ricostruzione