Nimis ricorda Antonio Comelli, il presidente della ricostruzione

Una messa in Duomo e la deposizione di una corona d’alloro al cimitero di Nimis hanno segnato l’anniversario della scomparsa di Antonio Comelli, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia dal 1973 al 1984 e guida della ricostruzione post-sisma.

Il parroco di Nimis, Rizieri De Tina, ha richiamato le parole di un’enciclica papale – «Pensare che i problemi siano troppo grandi e noi troppo piccoli, e che le nostre scelte non spostino nulla, è una forma elegante di resa, spesso mascherata da realismo» – per sottolineare l’impegno politico e umano dell’Avvocato.

L’ex sindaco di Cavazzo Carnico, Franceschino Barazzutti, oggi presidente onorario dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione, ha ricordato che Comelli sostenne i primi cittadini anche quando, anni dopo il sisma, emersero difficoltà di rendicontazione sui contributi.

L’allora assessore regionale alla ricostruzione, Roberto Dominici, ha evidenziato che, al termine dei lavori, Comelli ritenne decisivo aver preservato «abbiamo conservato i valori della nostra civiltà.»

Per il sindaco di Nimis, Fabrizio Mattiuzza, la stessa determinazione della fase post-bellica e post-sisma resta oggi un riferimento per riaffermare i valori della comunità e la vicinanza ai territori.

Comelli, già combattente della Resistenza, aveva vissuto l’incendio nazifascista del 1944 e l’esilio forzato degli abitanti del suo paese: esperienze che, secondo i partecipanti alla cerimonia, ne segnarono la visione solidale che ispirò la ricostruzione.