Ricordo di Emanuele Chiavola, regista della ricostruzione friulana

Emanuele Chiavola fu il motore organizzativo della ricostruzione del Friuli Venezia Giulia dopo il terremoto del 1976. Nominato dal presidente della Giunta regionale Antonio Comelli alla guida della Segreteria generale straordinaria, diresse le operazioni fino al 1990, affiancando l’allora commissario governativo Giuseppe Zamberletti.

Chiavola mise a frutto l’esperienza maturata, fra l’altro, nella gestione dell’alluvione di Latisana, diventando punto di riferimento per cantieri, uffici tecnici e comunità locali. In famiglia, di quel periodo ricordava soprattutto «Di un Friuli che aveva voglia di lavorare».

La figlia Gabriela ne ha sottolineato la capacità di costruire squadre competenti: «E’ riuscito a raggruppare tante persone di grande competenza e a farle lavorare in maniera organica e positiva, senza disperdere energia, e quindi ottenendo un risultato al di sopra di ogni aspettativa». Secondo lei, il padre guardava lontano e riteneva di aver lasciato «una situazione migliore dal punto di vista economico».

Chiavola analizzò sempre con rigore i passi compiuti, indicando nei suoi scritti ciò che avrebbe potuto essere perfezionato. La sua figura è stata ricordata durante le celebrazioni per il cinquantenario dell’Isis “Malignani”, scuola in cui aveva insegnato.

La dirigente Maria Elisabetta Giannuzzi ha spiegato l’obiettivo dell’iniziativa: «Abbiamo voluto, come “Malignani”, ripercorrere le persone e i momenti che hanno contribuito a ricostruire il Friuli Venezia Giulia. Noi siamo convinti che il dolore acquisti un senso solo se ci insegna a evitare che il dolore si ripeta».