Riccardi richiama il modello post-terremoto per riformare sanità e competenze

«La qualità e le competenze professionali della classe dirigente sono l’elemento dal quale inevitabilmente dipende il futuro del Paese, specialmente in un quadro di riforme strutturali non più rinviabili», ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi ad Artegna, intervenendo alla tavola rotonda organizzata per l’assemblea annuale di Federmanager.

Il confronto, intitolato “Dalla ricostruzione del ’76 un modello per il welfare sanitario e previdenziale nel sistema economico industriale del Friuli Venezia Giulia”, si è svolto il 13 giugno e ha richiamato l’esperienza del terremoto del 1976 come esempio di responsabilità nei ruoli decisionali.

Riccardi ha ricordato che, subito dopo il sisma, i dirigenti italiani raccolsero 500 milioni di lire: con quella somma Federmanager e Cida realizzarono dodici abitazioni di emergenza ad Artegna, cui seguirono altre sette case grazie alla prosecuzione della sottoscrizione.

L’assessore ha evidenziato la necessità di riformare l’organizzazione sanitaria regionale e di affrontare il tema del capitale umano con analisi dei dati, evitando approcci strumentali alla migrazione.

«La capacità di trovare convergenze nell’interesse generale non sempre coincide con il consenso, ma è una condizione indispensabile per affrontare le grandi sfide aperte, a partire da quelle che riguardano le risposte ai bisogni di salute», ha aggiunto.

All’incontro, moderato dal presidente di Federmanager FVG Daniele Damele, sono intervenuti Giorgio Baiutti, Cristiano Degano e Marina Pittini.