Riccardi: lezioni del sisma ’76 guidano ancora la Protezione civile

«L’esperienza del terremoto del 1976 ci impone di continuare a fare meglio: non possiamo disperdere le lezioni più importanti e le migliori pratiche che quella tragedia ci ha consegnato». Lo ha affermato oggi a Udine l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, aprendo il convegno “Cinquant’anni di lezioni imparate ed aspettative per il futuro per la comunità del Gngts”, ospitato nell’auditorium della Biblioteca scientifica dell’Università di Udine durante il 44° incontro del Gruppo nazionale di geofisica della Terra solida dell’Ogs.

Riccardi ha ricordato che senza la prova del 1976 il Friuli Venezia Giulia non sarebbe quello di oggi: la tragedia fece emergere una straordinaria capacità di reazione collettiva. Ha quindi sottolineato il patrimonio di competenze del mondo tecnico-scientifico, essenziale per la prevenzione e la gestione delle emergenze, e il ruolo di una classe dirigente capace di scegliere in modo condiviso e non ideologico. L’assessore ha richiamato il modello organizzativo basato sulla sussidiarietà – con una catena di comando che unisce Stato, Regione e sindaci – e ha citato la solidarietà ricevuta, il contributo di Giuseppe Zamberletti e i nove stati di emergenza nazionali gestiti in regione dal 1994 con investimenti superiori al miliardo di euro. Ha infine auspicato la nascita in Friuli Venezia Giulia di una scuola di alta formazione sulla resilienza, invitando politica e istituzioni a garantire risorse e rete tra scienza, ricerca e sistema dell’emergenza per onorare le vittime. Nel convegno è stato inoltre evidenziato che il sisma friulano rappresentò una svolta per la sismologia italiana, portando alla nascita dell’Università di Udine, al rafforzamento dell’Ogs e a strumenti come il catalogo dei terremoti e le carte di pericolosità e rischio sismico.