A Grado, durante una giornata formativa promossa da Ceformed e Arcs al Palazzo dei Congressi, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha chiesto un cambio di passo: abbattere l’impostazione verticale e puntare su un’organizzazione orizzontale che valorizzi la multidisciplinarietà per più efficienza.
Senza riforme, ha avvertito, i cittadini rischiano di dividersi tra chi ottiene le cure, chi le paga di tasca propria e i più fragili esclusi: va tutelato il diritto universale alla salute, sancito dalla Costituzione.
I bisogni cambiano: prevalgono le cronicità sulle acuzie. Servono cure primarie forti e un filtro che garantisca appropriatezza ed eviti sprechi. Medici di medicina generale centrali, con Aft e coinvolgimento nelle Case di comunità; obiettivo: aprirne sei entro fine anno.
Riccardi punta a recuperare il rapporto fiduciario medico-paziente. Il FVG è indicato dalle organizzazioni sindacali dei medici come modello per gli accordi integrativi con medici di medicina generale e pediatri; a breve l’intesa con gli specialisti ambulatoriali. La Regione finanzia il collaboratore di studio.
La questione non è solo di risorse ma di riorganizzazione. La Regione dispone di uno dei più alti apporti pro capite, conti in ordine e, nel 2025, senza necessità di rabbocchi: ciò consente programmazione più ordinata e negoziazione su obiettivi precisi.