Sabato 20 settembre a Ragogna si e’ tenuto il seminario “Tagliamento: ultimo fiume naturale sulle Alpi?”, atto conclusivo 2025 della campagna Free Tagliamento. Tecnici e cittadini hanno discusso minacce e soluzioni per il fiume: mancato deflusso ecologico, estrazioni di inerti, progetti di artificializzazione. Obiettivo: tutelare l’ecosistema Tagliamento integrando la mitigazione del rischio alluvioni.
Alessandro Ciriani (Legambiente FVG) ha ripercorso il percorso della campagna; Andrea Goltara (CIRF) ha illustrato le opportunita’ della Nature Restoration Law, che punta a ripristinare la connettivita’ e a rimuovere barriere. Silvia Simoni e Alice Iori (Mountan-eering), per CIRF, hanno presentato uno studio preliminare: aree di esondazione controllata esterne agli argini, senza traverse, potrebbero ridurre il picco di piena a Latisana fino a circa 4000 m3/s; valutazioni da includere nel DOCFAP.
Si e’ sottolineata la criticita’ della gestione dei sedimenti: oltre 1,6 milioni di m3 autorizzati, con rischio di aggravare le piene; Simone Bizzi (Universita di Padova) ha chiesto programmi di gestione basati su monitoraggi. Anna Brusarosco (Universita di Udine) ha richiamato i contratti di fiume. Proposte: centro di documentazione sul Tagliamento al castello di Ragogna e osservatorio delle acque dell’alto bacino. Interventi dei comitati “Noi siamo Tagliamento” e “Salviamo il lago di Cavazzo”.
