I campanacci appesi al collo, le mitre di cartapesta illuminate e un gruppo di bambini nei panni dei soldati romani hanno animato le vie di Pontebba: il rito di Lis Cjampanatis, interrotto dal 5 gennaio 1875, è tornato a vivere grazie alla scuola primaria e al circolo Sirio.
Il corteo, formato dagli alunni, ha sfilato sia nella parte italiana sia in quella un tempo austriaca del paese. Le campane sono state costruite da Claudia Segantini con materiali di riciclo, mentre i copricapi sono nati con l’aiuto della maestra Natina Treccarichi e di Catia Pampagnin.
«L’idea di ripristinare la sfilata de Lis Cjampanatis 150 anni dopo – racconta Laura Contessi, insegnante alla scuola primaria che ha lavorato a lungo al progetto – è nata dal confronto con i racconti tramandati dagli storici, dai residenti e, in particolare, da Rui Giuliano su un rito che per alcuni studiosi risaliva all’Alto Medio Evo e raccontava la ricerca di Gesù Bambino da parte dei soldati di Erode».
In testa marciavano i ragazzi con i cjampanatis, seguiti dai compagni in vesti fantasiose e dai piccoli «soldati». Contessi sottolinea l’impegno: «Per due anni abbiamo lavorato con gli alunni della scuola primaria a questo progetto – aggiunge Contessi – con l’obiettivo di recuperare la tradizione».
Durante la sfilata un bambino ha deposto la spada davanti alla culla di Pontafel in segno di pace. Il finale è stato affidato a una calza lunga 69,76 metri, realizzata unendo centinaia di quadretti all’uncinetto e a maglia arrivati da tutto il Friuli e dal Veneto.
