Non si placa la discussione intorno al murale dedicato al poeta e sindacalista Leonardo Zanier, inaugurato pochi giorni fa al Villaggio del Sole di Udine. I critici giudicano irrispettosa la scelta di riportare sul muro solo la traduzione italiana di una sua poesia.
Giorgio Jannis, della Comunità di Udine del Patto per l’Autonomia, ha diffuso una lettera aperta per esprimere il proprio dissenso. «Celebrare un poeta significa, prima di tutto, rispettare la sua voce», afferma, sostenendo che per Zanier il friulano carnico era la lingua della resistenza, degli emigranti e del lavoro, e che tradurre i versi in italiano ne snatura la sostanza poetica.
Secondo Jannis, giustificare la scelta dell’italiano con ragioni artistiche rivela una distanza dalla realtà del territorio e finisce per “normalizzare” un poeta friulano nella lingua dominante.
L’esponente del Patto per l’Autonomia commenta anche l’intervento compiuto da ignoti, che hanno aggiunto i versi originali in friulano con spray rosso: «quello che le cronache hanno frettolosamente liquidato come vandalismo, è stato in realtà un necessario atto di riparazione». A suo giudizio la reazione popolare dimostra che il progetto originario non ha saputo ascoltare l’identità linguistica che intendeva celebrare.
