Il Piano Oncologico regionale torna al centro delle polemiche per il possibile ridimensionamento delle strutture minori.
Secondo il Prof. Alessandro Balani, i 26 casi annui di tumore della vescica trattati a Gorizia rientrano nelle soglie richieste, ma verrebbero comunque trasferiti a Trieste, che ne registra 5. Latisana e Monfalcone perderebbero la chirurgia del retto per un numero di interventi inferiore al limite (a Latisana ne manca uno), mentre Udine manterrebbe la specialità sommando l’attività di due reparti, facoltà non riconosciuta a Gorizia e Monfalcone, che operano già come unica unità. Gorizia risulterebbe inoltre esclusa dalla chirurgia del colon nonostante disponga di un robot impiegato in molte altre regioni.
Balani evidenzia che AGENAS sta rivedendo i criteri di valutazione e ricorda che la regione, fino a pochi anni fa, era collocata in fascia verde ma ora figura al penultimo posto su dati non resi pubblici. Il limite di 25 interventi l’anno per i tumori del retto sarebbe più alto di quello adottato in altre aree e, a giudizio dell’ACOI, serve passare dai meri conteggi ai risultati clinici.
Il professore contesta l’assenza di coinvolgimento dei chirurghi nell’elaborazione del Piano e la mancanza dei dati 2025, fermi al 2024 nelle pubblicazioni di stampa. Nel frattempo aumentano le proteste e il confronto politico appare sempre più acceso.
