Ortopedia, in Friuli Venezia Giulia quasi la metà delle visite sfora i tempi

Medico, Sanità

Il monitoraggio nazionale sulle liste d’attesa, realizzato su incarico del ministro della Salute Orazio Schillaci, conferma un Paese spaccato: Nord con tempi più rapidi, Mezzogiorno in forte difficoltà.

Puglia e Abruzzo guidano la classifica dei ritardi in quasi tutte le prestazioni. Nell’Asl di Barletta-Andria-Trani oltre il 70 per cento delle principali visite supera nettamente i tempi previsti, con picchi dell’86 per cento in ortopedia. Male anche Messina, dove per un ecocardiodoppler si può attendere quasi un anno.

Dall’altra parte della graduatoria spicca il Veneto, dove i ritardi gravi non superano il 3 per cento per colonscopia, gastroscopia e Tac torace; buoni risultati anche per Trento (ecocardiodoppler) e Umbria (ortopedia).

Friuli Venezia Giulia si colloca in fascia intermedia ma è maglia nera per l’ortopedia: il 47 per cento delle visite registra ritardi gravi, con 27 giorni di attesa media per le urgenze (da eseguire entro 10 giorni) e 155 giorni per le prestazioni programmabili (limite 120 giorni).

La lentezza del sistema pubblico spinge sempre più cittadini a rinunciare alle cure: sono 6 milioni, secondo il report. In alternativa c’è l’attività intramoenia, che consente di ottenere la stessa visita in pochi giorni pagando di tasca propria; la normativa impone però che il volume di queste prestazioni non superi quello garantito dal Servizio sanitario nazionale, vigilanza affidata ai direttori generali delle aziende sanitarie.