La IV Commissione ha espresso parere favorevole al Piano regionale delle attività estrattive (Prae), provvedimento atteso da oltre quarant’anni, ha detto l’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro. Il Piano mira a dare certezze alle imprese e a garantire la massima tutela dell’ambiente, dopo un percorso partecipativo con Comuni, portatori di interesse e operatori.
La deliberazione definisce dove avviare nuove attività e come proseguire nelle aree già autorizzate. Entrambi gli ambiti sono regolati dal sistema dei semafori, che apre o chiude la possibilità di nuove D4 e nuove autorizzazioni.
Il Prae attua la legge regionale 12/2016 su durata, volumi e aree ammissibili, con monitoraggio continuo della percentuale scavata rispetto all’autorizzato. Nuove zone o autorizzazioni si attivano solo al raggiungimento di soglie predefinite, premiando chi lavora in modo efficiente e sostenibile.
Sono individuati materiali strategici, tra cui il marmorino; per cave e lotti con almeno il 60% di tali sostanze è sempre consentita l’istituzione di nuove aree D4. In FVG operano 69 cave (3 argilla, 12 calcare, 24 ghiaia, 26 pietra ornamentale) e 4 sono limitate al riassetto; ora il Prae passa alla Giunta per l’approvazione definitiva.
