La III Commissione del Consiglio regionale ha approvato i nuovi criteri per determinare il fabbisogno di posti destinati alle persone non autosufficienti con più di 70 anni nei centri semiresidenziali e nelle strutture residenziali del Friuli Venezia Giulia.
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha indicato la non autosufficienza come una priorità legata all’invecchiamento della popolazione e alla riorganizzazione del sistema sanitario e sociosanitario regionale. In Friuli Venezia Giulia gli ultrasettantenni sono circa 250 mila: oltre 36 mila sono non autosufficienti e altri 30 mila sono a rischio non autosufficienza.
Per i centri semiresidenziali, oggi 34 in regione, di cui 13 specializzati nell’assistenza alle persone con demenza, il parametro passa da 2,6 a 5 posti autorizzati ogni mille residenti con almeno 70 anni. I posti autorizzati saliranno da 646 a 1.253: 399 in Asugi, 554 in Asufc e 300 in Asfo.
Per le strutture residenziali, attualmente 170 tra convenzionate e non convenzionate per oltre 11.400 posti letto complessivi, il fabbisogno regionale viene fissato a 11.199 posti letto. Rispetto ai 9.642 posti oggi disponibili, risultano autorizzabili 1.557 nuovi posti, mentre la programmazione regionale prevede la realizzazione di 641 nuovi posti.
I nuovi criteri fissano inoltre un parametro di 4,1 posti letto ogni cento residenti ultrasettantenni non autosufficienti. Nuove strutture saranno consentite negli ambiti con un fabbisogno residuo di almeno 120 posti letto; dove il fabbisogno è inferiore saranno possibili ampliamenti, trasformazioni o trasferimenti di strutture già autorizzate.
Riccardi ha richiamato anche la necessità di rafforzare le misure per permettere agli anziani di restare il più possibile al proprio domicilio, proseguendo gli investimenti nell’abitare possibile, che nell’ultimo anno prevedono 20 milioni di euro. Ha inoltre ricordato che le risorse regionali per l’abbattimento delle rette sono aumentate di oltre il 40% rispetto al 2018, arrivando a 110 milioni all’anno, e che il Fondo per l’autonomia possibile ha una dotazione 2026 di 70 milioni.
Sul fronte delle liste d’attesa per l’accesso alle strutture residenziali, i tempi medi indicati sono compresi tra 60 e 80 giorni, considerando insieme strutture convenzionate e non convenzionate. Secondo l’assessore, i provvedimenti approvati contribuiranno anche alla riduzione delle attese.
