Nodi irrisolti sul piano oncologico regionale

Sanità

Il 20 febbraio 2026 l’assessore regionale alla Salute, Riccardi, ha incontrato il presidente dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, Bottino, per discutere del nuovo piano oncologico. Riccardi ha confermato la disponibilità a un confronto, precisando però di non voler modificare il documento.

L’ex direttore del Dipartimento chirurgico di Gorizia e Monfalcone, Alessandro Balani, contesta la procedura seguita. A suo avviso, i chirurghi generali non sono stati coinvolti nella stesura del piano, elaborato da un gruppo ristretto di specialisti individuati dal coordinatore Gianpiero Fasola. Balani riferisce che i chirurghi hanno firmato un documento unitario contrario al progetto, mentre solo una parte degli oncologi lo sostiene.

Il medico critica inoltre la prevista riduzione dell’attività urologica dell’ospedale di Gorizia, struttura che, secondo i dati da lui citati, ottiene risultati migliori di Trieste pur con risorse inferiori. In parallelo, ricorda la dichiarazione del sindaco di Gorizia, favorevole a rivolgersi ai grandi ospedali di Trieste o Udine per cure più efficaci.

Balani teme che l’accentramento degli interventi su pochi poli possa indurre alcuni pazienti a cercare assistenza fuori regione, con possibili ricadute sui costi sanitari.