Simone Mestroni ha deciso di intervenire a polemica conclusa sul murale dedicato al poeta carnico Leonardo Zanier realizzato al Villaggio del Sole.
L’autore racconta di aver seguito «volutamente in silenzio» i dieci giorni di discussione nati dall’assenza iniziale della versione in friulano carnico dei versi, criticata da politici regionali e comunali, dall’ARLeF e da vari commentatori.
Dopo aver aggiunto la poesia in friulano, Mestroni dice di aver atteso un cambio di tono che però non è arrivato: «Ho aspettato qualche giorno per vedere se sarebbero arrivate reazioni compiaciute, ma come all’unisono hanno criticato, all’unisono sono anche spariti tutti». Il risultato, secondo lui, è stato un «deserto di ingratitudine e irriconoscenza».
L’artista collega la vicenda alla ricerca di visibilità di chi, a suo giudizio, usa la polemica come strumento pubblico. Parla di un atteggiamento di «voglio, posso e comando» che ha scelto di ignorare per completare l’opera in doppia lingua senza scontri personali.
Mestroni rivendica il progetto di “letteratura sui muri”, avviato nel 2018 come contributo gratuito al territorio. Ricorda che la scelta di omaggiare Zanier è stata condivisa con il poeta Roberto De Biaggio e appoggiata da Umberto Marin, con l’obiettivo di far conoscere l’autore a un pubblico più ampio.
A suo avviso, il dibattito si è concentrato su ciò che mancava, trascurando il valore dell’intervento artistico. A chiudere la sua riflessione, Mestroni cita Henry David Thoreau: «Il cercatore di difetti ne troverà anche in paradiso».
