Morte Bossi, le dichiarazioni di Fedriga e Zaia

Umberto Bossi, fondatore della Lega, è morto a 84 anni, lasciando un segno profondo nella politica italiana.

Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha parlato di «dolore politico e umano», definendo Bossi un esempio capace di dare voce a valori come autonomia e identità dei territori; ha espresso vicinanza alla famiglia e a chi lo ha sostenuto.

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha ricordato che, senza la visione di Bossi, la storia repubblicana sarebbe stata diversa e lo ha definito «padre politico» di molti esponenti della Lega, richiamandone le battaglie che hanno diffuso la coscienza federalista.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un messaggio sui social, ne ha sottolineato la passione e il ruolo chiave nella costruzione del centrodestra, esprimendo cordoglio alla famiglia e alla comunità politica.

Gian Marco Centinaio ha parlato di un’eredità destinata a durare, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato l’intelligenza di Bossi e il rapporto con Silvio Berlusconi. Pierluigi Bersani lo ha definito un avversario leale e rispettato.

La scomparsa di Bossi chiude una stagione che ha portato al centro del dibattito temi come federalismo e autonomia, influenzando profondamente la Seconda Repubblica.