Escursionista cade sul Monte Raut e perde la vita

Stefano Brusadin, 64 anni, istruttore di escursionismo del Cai di Sacile e presidente del Gruppo montagna Fiume Veneto, è morto giovedì 19 marzo sul Monte Raut dopo una caduta di circa 150 metri in un canalone coperto di ghiaccio.

L’escursione era iniziata all’alba da Ca’ Selva. Con lui c’era l’amico Mauro Zucchet, 60 anni, coordinatore capigita dello stesso gruppo. Dopo circa tre ore di marcia, entrambi con i ramponi ai piedi, Brusadin ha perso l’equilibrio su un tratto ghiacciato ed è precipitato.

Zucchet ha riferito ai carabinieri: «Stefano è venuto a prendermi a casa stamattina… Siamo partiti da Ca’ Selva e camminavamo da circa tre ore, con i ramponi ai piedi perché c’era neve, quando è scivolato senza possibilità di appigli. Io ero dietro, l’ho visto cadere e sparire sotto i miei occhi giù per il canalone. Non ho potuto fare nulla, se non cercare un punto dove il telefono avesse campo e chiamare i soccorsi».

I due condividevano la passione per la montagna da quindici anni. Zucchet ricorda: «Appassionati tutti e due di montagna… Eravamo tutti e due in pensione, finalmente potevamo decidere quando e dove andare a fare escursioni, con l’unica incognita del meteo».

Brusadin viveva a Porcia, era stato dipendente della Inossman di Maniago, era sposato con Silvia Gallai, vicedirettrice dell’Ascom di Pordenone, e padre di Lisa e Vanessa. Ricopriva anche l’incarico di vicedirettore della scuola intersezionale di escursionismo “Lorenzo Frisone” del Cai.

La notizia della sua morte ha provocato profondo cordoglio tra escursionisti e associazioni della provincia di Pordenone; l’Ascom ha espresso vicinanza alla famiglia.