All’Università di Udine è stato firmato il Manifesto Friuli 2026, documento che impegna ateneo, Regione Friuli Venezia Giulia e professioni tecniche a costruire un sistema coordinato di gestione dei rischi di disastro, dall’allerta alla ricostruzione.
Il testo, approvato al termine di un forum che ha riunito oltre 200 esperti nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, si articola in preambolo, appello, dieci principi guida e impegno all’azione, con l’obiettivo di superare l’approccio settoriale e abbracciare una visione multidisciplinare.
Elemento innovativo è la nascita del Technical resilience advisor, specialista chiamato a supportare enti locali, operatori economici e cittadini nei processi decisionali e operativi legati alle emergenze. La formazione di questi professionisti sarà curata dalla scuola laboratoriale “Uniud ResilHub” a Gemona del Friuli; le professioni tecniche parteciperanno a un laboratorio intersettoriale coordinato dalla Regione con direzione scientifica dell’ateneo.
Ai saluti istituzionali sono intervenuti, tra gli altri, il presidente regionale Massimiliano Fedriga, il rettore Angelo Montanari, il delegato Andrea Cafarelli e l’assessore alla protezione civile Riccardo Riccardi. Montanari ha parlato di «alleanza strategica» per formare figure di alto profilo, mentre Fedriga ha ricordato la capacità del “Modello Friuli” di trasformare la tragedia del 1976 in un esempio internazionale di ricostruzione. Riccardi ha invitato a unire ricerca scientifica e competenza professionale per rendere operative le nuove conoscenze.
