Quarant’anni di scatti dedicati alla vita d’alta quota approdano a Palazzo Veneziano di Malborghetto con la mostra “Passaggi: sul fil dal timp” della fotografa carnica Ulderica Da Pozzo.
L’esposizione, promossa da Border Studio con il sostegno della Regione e di numerosi enti montani, raccoglie immagini e testimonianze raccolte dagli anni Settanta a oggi. Al centro c’è la memoria dei malgari e la trasformazione dei mestieri legati alla montagna, raccontata attraverso volti scavati, gesti antichi e paesaggi che resistono al tempo.
La rassegna si articola in due sezioni: una installata nelle sale del Museo etnografico, dove dialogano le fotografie storiche con quelle contemporanee dei giovani allevatori; l’altra diffusa all’aperto in cinque malghe simboliche – Zermula, Gerona, Pozôf, Losa e il rifugio Chiadinas – che ospitano pannelli e installazioni.
Tra le storie evocate spiccano quella di Margherita, custode solitaria della località di Pani, l’esperienza di Alessia Berra che, dopo l’università, è tornata a condurre cento capre in Val Torre, e la dinastia dei malgari Adami a Pieltinis.
«Passaggi» è visitabile fino al 7 settembre, da martedì a domenica (10.30-12.30 e 15-18). Da Pozzo invita così a un viaggio nella “resistenza della vita” in quota, dove il rito del latte e l’eco dei campanacci diventano archivio vivo di una comunità.
