Laghi di Fusine, concerti contro natura

Nel 1973 le “Norme per la fruizione del Parco Naturale di Fusine” vietavano campeggi, rifiuti, mezzi a motore e strumenti sonori per proteggere uno dei paesaggi più integri delle Alpi Orientali. A firmarle furono Riccardo Querini e l’allora assessore regionale Antonio Comelli, molto prima che l’ambientalismo entrasse nell’agenda politica.

Oggi, però, lo stesso scenario ospita la 30ª edizione del No Borders Music Festival: palco coperto, amplificazione, generatori, transenne e fino a 5.000 spettatori a serata ai Laghi di Fusine e al rifugio Gilberti. Nel tempo si sono visti mezzi cingolati sul prato, zattere in mezzo al lago e sponsor che espongono auto accanto al palco; i volontari di Legambiente hanno raccolto oltre mille mozziconi. Le rassicurazioni degli organizzatori sulla pulizia post-evento non convincono gli ambientalisti, per i quali «in un’area protetta non si deve sporcare affatto».

CIPRA, Mountain Wilderness e numerosi cittadini hanno già protestato, ricevendo anche la “bandiera nera” per l’impatto sull’ecosistema. L’autore, esponente di Legambiente, propone di spostare i concerti sui prati di Tarvisio, serviti dal treno e dotati di infrastrutture, tutelando così il sito SIC di Fusine. La Regione, invece, continua a finanziare l’evento senza intensificare i controlli forestali.