A giugno le imprese del Friuli-Venezia Giulia prevedono 11.560 nuovi ingressi, 180 in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nel trimestre giugno-agosto i contratti programmati superano quota 30 mila, seppure con 520 posizioni in meno su base annua.
La crescita è guidata dal turismo: alloggio, ristorazione e servizi turistici concentrano 3.010 ingressi nel mese e 7.980 nel trimestre, pari a un aumento del 13,6% e del 4,7% rispettivamente. Nei servizi nel loro insieme sono attese 8.220 assunzioni a giugno (+5,7%) e 21.020 nel trimestre, mentre l’industria resta in difficoltà con 2.950 entrate a giugno e 7.760 nel periodo estivo (-7,8% e -2%). Le costruzioni mostrano stabilità; il primario conta 380 contratti a giugno e 1.290 nel trimestre.
Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, considera la spinta del turismo «un segnale di fiducia» per la stagione, pur ricordando l’impatto delle tensioni internazionali sui costi di logistica ed energia.
Il problema principale resta il mismatch: le imprese dichiarano difficoltà a reperire il 49,6% dei profili cercati. Particolarmente critici i tecnici informatici (76,1% di difficoltà), i professionisti sanitari e sociali (82,6%) e gli operai specializzati nelle rifiniture edili (81,8%).
Secondo Antonio Paoletti, vicepresidente vicario di Unioncamere, servono più formazione e salari competitivi per trattenere i giovani. Intanto il 36% delle assunzioni programmate riguarda under 29 e il 25% lavoratori immigrati.
