Il terremoto del ’76 visto con gli occhi dei bambini

A cinquant’anni dal sisma del 6 maggio 1976, l’Associazione Int di Cuje Aps di Tarcento propone il volume “E ven la fin dal mont! Una bambina friulana nel terremoto del 1976”.

Il progetto è sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e porta la firma di Paola Treppo, fotografa, giornalista e scrittrice che ha raccolto memorie inedite dei bambini di Coja, il ricordo di chi fondò la scuola “Monsignor Camillo Di Gaspero” nei giorni dell’emergenza, documenti d’archivio e immagini storiche.

Il titolo riprende l’esclamazione – “Arriva la fine del mondo!” – pronunciata dalla nonna Regina Felicita Monsutti la sera del 6 maggio. Da qui parte il racconto del paradosso dell’infanzia felice nel trauma: «Per noi bambini fu un’avventura infinita: villaggi di baracche dove giocare liberi, nuovi paesi trasformati in teatri fantastici, spazi dove sperimentare l’incredibile. Non sapevamo di vivere un tempo straordinario».

Il libro ricorda anche la nostalgia per quelle baracche: “Quando finalmente andammo a vivere nelle nostre ‘case nuove’, ci disperdemmo. Quella vita tutti insieme, fatta di voci sempre presenti, di grida, di schiamazzi da mattina a sera, di eterni giochi e di porte mai chiuse a chiave, rimase un ricordo che avremmo custodito con nostalgia”.

L’opera è dedicata «a chi si dà finalmente il permesso di piangere, dopo cinquant’anni» e analizza l’eredità invisibile del terremoto: la tendenza ad accumulare scorte, a conservare tutto, a restare pronti di fronte all’imprevedibile.

Accanto alla ricostruzione materiale, il volume documenta la ricostruzione delle persone. Racconta la scuola in tenda di Coja guidata da Liliana Cecconi, con il giornalino “Rosis e fruz e fluriran simpri”, e la scuola “Monsignor Camillo Di Gaspero” fondata da don Antonio Villa tra i prefabbricati della «Domus Mariae» a Tarcento, realtà che nel 2026 compie mezzo secolo.

Tra le pagine trovano posto ricevute d’acquisto, progetti delle “case nuove”, piante dei prefabbricati “Premedil”, lettere e fotografie d’epoca. Il volume si apre con i contributi di Mario Anzil, Roberto Revelant, Mauro Steccati, Silvia Fina e Alex Franz. Paola Treppo, già autrice di diversi lavori sulla memoria friulana, prosegue così il suo impegno nel custodire la storia del Friuli.