Mercoledì 21 gennaio il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia e reintroduce le Province elettive. Il voto chiude un iter legislativo lungo, sostenuto dalla Regione e seguito dal Governo.
Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha espresso soddisfazione, parlando di passo decisivo a tutela dell’autonomia e di istituzioni di prossimità in grado di offrire risposte concrete. Ha rimarcato l’importanza dell’elezione diretta di presidente e consiglio provinciale, considerata un rafforzamento della rappresentanza democratica.
Per il senatore e segretario della Lega Fvg Marco Dreosto la decisione è una svolta che restituisce organi responsabili ai territori, indispensabili per servizi come manutenzione, scuole e sostegno ai Comuni più fragili, con un valore simbolico nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha definito il risultato un traguardo atteso che riporta “normalità istituzionale”, ringraziando i senatori per i 110 voti favorevoli. L’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha annunciato l’avvio della fase attuativa, con la prima legge istitutiva da presentare al Consiglio regionale entro aprile.
La riforma, proposta dal Consiglio regionale, ridefinisce le Province come enti di area vasta con organi eletti dai cittadini e fissa a 49 il numero dei consiglieri regionali.