Il nuovo libro di Angelo Floramo racconta mille anni di terremoti friulani

“Di scjas in scjas” raccoglie e amplia gli articoli che Angelo Floramo scrisse nel 2016 per il mensile in marilenghe “La Patrie dal Friûl”, trasformandoli in un volume che ripercorre un millennio di eventi sismici friulani, dal 998 al 1976.

L’autore guida il lettore tra i grandi sconvolgimenti del 1117, 1222, 1348 e 1511, spiegando come ogni scossa abbia mutato paesaggi, strutture sociali e identità, ma anche mostrato la capacità del territorio di rialzarsi. Il libro, arricchito da infografiche e mappe, nasce con l’intento di educare alla resilienza e ricordare la fragilità di una terra «meravigliosa ma fragile».

L’anteprima è in programma lunedì 13 alle 20.30 all’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano con la partecipazione dell’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli. Seguiranno due presentazioni: il 17 alle 20.30 al Centro di Aggregazione di Lumignacco con pre Romano Michelotti e il 20 alle 18 a Palazzo Belgrado a Udine, insieme all’editore Andrea Venier e all’accademico Sandro Fabbro, autore della prefazione.

Fabbro nel suo testo avverte: «Dal 1976 i cambiamenti tecnologici e sociali – sostiene Fabbro nel testo – hanno indebolito la comunità friulana, tra invecchiamento della popolazione, fuga dei giovani e abbandono del territorio. Per questo, anche se gli edifici sono in parte più sicuri, la resilienza sociale e culturale di fronte a un nuovo terremoto appare più fragile. Speriamo che il libro di Angelo Floramo contribuisca a risvegliare le nostre coscienze».