Il documentario “La Guerra del ’15 e i friulani” di Enrico Folisi, presentato a Udine a 110 anni dall’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale, ripercorre il dramma vissuto dal Friuli, trasformato in uno dei principali fronti di combattimento. Il 24 maggio 1915, con la dichiarazione di guerra all’Impero austro-ungarico, la regione divenne teatro di mobilitazione, arrivo di centinaia di migliaia di soldati e radicali cambiamenti nella vita quotidiana. Udine fu scelta come quartier generale militare e subì incursioni aeree, ospitando comandi, ospedali e magazzini militari.
La presenza militare portò sia benefici economici che sofferenze: il passaggio di treni carichi di feriti, bombardamenti e la militarizzazione della società. Gorizia, Tolmezzo e Trieste furono punti strategici e simbolici del conflitto. Tutto il Friuli divenne retrovia dell’esercito, offrendo lavoro a migliaia di disoccupati, ma anche affrontando privazioni, paura e incertezza. Dai diari e dalle lettere emergono i sentimenti di smarrimento e dolore di soldati e civili, mentre molti intellettuali intuivano che la guerra avrebbe segnato la fine di un’epoca per il Friuli, non solo per le distruzioni materiali ma anche per il logoramento del tessuto sociale e culturale. Il documentario restituisce il volto umano e collettivo di questa tragedia storica.
