Paolo Urbani, nuovo project manager delle tappe friulane del Giro d’Italia, racconta la complessa organizzazione dell’evento dopo l’eredità lasciata da Enzo Cainero. La corsa rosa attraverserà Gorizia, Nova Gorica e numerosi comuni del Friuli Venezia Giulia, con strade sistemate grazie al contributo regionale di 6,5 milioni di euro. Il principale nodo ancora da sciogliere riguarda il reclutamento dei volontari, complicato dallo sciopero della Protezione Civile, ma Urbani si dice fiducioso sulla riuscita, grazie alla collaborazione di sindaci, assessori e forze dell’ordine.
L’entusiasmo nei territori è palpabile: molte comunità, alcune mai toccate dal Giro dal 1919, stanno organizzando eventi e addobbi per accogliere la carovana. La partecipazione popolare è alta, con iniziative e feste in ogni paese attraversato. Urbani sottolinea la responsabilità e la soddisfazione del ruolo, pur riconoscendo le difficoltà rispetto all’esperienza del suo predecessore. Il rapporto con RCS e il direttore Mauro Vegni è solido, e il Giro rappresenta una vetrina globale per la regione. Urbani invita i tifosi a rispettare le regole e a godersi l’atmosfera unica dell’evento.
