Venerdì 19 e sabato 20 giugno Gemona ospiterà il Raduno Triveneto dell’Associazione nazionale alpini, organizzato con Comune e Regione per celebrare il 50° anniversario del terremoto del 1976.
La manifestazione ricorda i cantieri di lavoro Ana ideati dall’allora presidente Franco Bertagnolli: già a fine maggio 1976 furono attivati 11 cantieri, ciascuno con circa cento uomini che si alternavano in turni quindicinali per rendere di nuovo abitabili case e scuole lesionate.
I volontari arrivarono da sezioni di tutto il Centro-Nord: Asiago, Padova e Vicenza operarono a Magnano in Riviera; Belluno, Cadore e Trieste ad Attimis; Bolzano e Trento a Buja; le sezioni lombarde a Gemona; i piemontesi a Villa Santina; Milano, Monza e Cremona a Majano; altri gruppi raggiunsero Moggio Udinese, Osoppo, Cavazzo Carnico, Pinzano al Tagliamento e Vedronza.
Ivo Del Negro, presidente della sezione di Gemona, ha ricordato che le squadre, formate da giovani e anziani autosufficienti, intervenivano con mezzi e materiali propri per garantire la sicurezza degli edifici e rimuovere i pericoli dalle pareti rocciose.
Venerdì 19 i rappresentanti delle sezioni visiteranno i siti dei cantieri, inaugureranno una mostra a Osoppo e sfileranno fino a piazza del Municipio con un momento di ricordo per Carlo Longaretti; la serata si chiuderà con il rancio alpino.
Sabato 20, in piazza Bertagnolli, verranno consegnate medaglie d’oro ai familiari di Bertagnolli, dell’allora sindaco Ivano Benvenuti e del generale Giovanni De Acutis; sarà scoperto un monumento dedicato ai 15.000 volontari che operarono in Friuli. In serata, al Cinema teatro sociale, medaglie-ricordo verranno attribuite alle 63 sezioni che presero parte ai cantieri, accompagnate dai canti del coro dei Congedati della Julia e da filmati storici.
Tra il 1977 e il 1982, grazie a circa 53 miliardi di lire di fondi internazionali, furono costruiti sette centri residenziali per anziani e tredici istituti scolastici in tutta la regione, completando l’opera di rinascita avviata dagli alpini.
