Udine, 11 giugno 2026: Patto per l’Autonomia ha riunito amministratori e attivisti per rilanciare l’idea di un gestore idrico totalmente pubblico in Friuli-Venezia Giulia, alla vigilia della scadenza della concessione triestina ad Hera.
All’incontro, tenuto alla Caffetteria da Romi – Al Vecchio Tram, sono intervenuti Federico Pirone (responsabile Enti Locali del movimento), Marco Iob del CeVI, il promotore referendario Tommaso Fattori e i consiglieri comunali udinesi Stefania Garlatti Costa e Lorenzo Croattini.
Fattori ha ricordato la «storica vittoria referendaria» del 2011 e i profitti «di un miliardo di euro» maturati da Hera in dieci anni, sottolineando che a Trieste l’acqua «costa il 75 per cento in più rispetto a Udine» e che ora esistono le condizioni tecniche e finanziarie per un affidamento pubblico.
Iob ha chiesto a Regione e sindaci di chiarire il modello da adottare, ribadendo la necessità di decisioni «pubbliche, trasparenti e condivise».
Pirone ha citato la legge regionale 5/2024, che favorisce la fusione delle società in house, e un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale come basi normative per superare la frammentazione e riportare il servizio «nelle mani dei cittadini».
I partecipanti hanno infine sollecitato l’apertura di un percorso pubblico di confronto che coinvolga istituzioni, amministratori locali e comunità, ritenendo l’attuale fase un’occasione unica per attuare l’esito referendario e garantire una gestione dell’acqua orientata a efficienza, partecipazione e tutela della risorsa.
