A Gemona si è svolta la Santa Messa solenne che apre la settimana di commemorazioni per il cinquantesimo anniversario del sisma del 6 maggio 1976. La celebrazione, ospitata nella caserma Goi-Pantanali rinnovata con un investimento regionale di 2 milioni di euro, è stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, affiancato da 200 sacerdoti, 19 vescovi e due cardinali.
Il governatore Massimiliano Fedriga ha ricordato che il senso dell’omelia del cardinale richiama le parole di mons. Alfredo Battisti: «Da questo Friuli parta un grido, fratelli abbandonate gli odi, abbandonate le vendette, abbandonate le violenze: c’è tanto bisogno di amore e di bontà. L’amore è l’unica cosa che conta». Fedriga ha sottolineato che proprio solidarietà e amore permisero alla regione di trasformare la tragedia in un modello internazionale di rinascita.
Alla cerimonia erano presenti 32 delle 67 comunità gemellate con la Pedemontana udinese, insieme a delegazioni della diocesi di Concordia-Pordenone. Zuppi ha definito «fruts» – termine friulano per indicare i bambini – un potente simbolo di continuità e speranza, concetto ripreso dal presidente della Regione nel ricordare la forza che i più giovani seppero infondere agli adulti dopo le scosse del 1976.
L’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha rimarcato la complessità organizzativa dell’evento, che ha coinvolto migliaia di persone, mentre l’assessora alle Finanze Barbara Zilli ha evidenziato la gratitudine dei friulani verso tutti coloro che li aiutarono allora e la volontà di restituire quel sostegno in futuro. Tra le autorità presenti anche l’assessore Stefano Zannier e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.
