Oltre 6.000 frane sono censite in Friuli-Venezia Giulia e almeno 3.000 interessano direttamente abitazioni, strade e infrastrutture, richiedendo un monitoraggio costante.
Il territorio, reso fragile da decenni di urbanizzazione poco oculata e da precipitazioni sempre più violente legate al cambiamento climatico, vede il 40% dei dissesti concentrato nell’area montana e pedemontana udinese, il 30% nel Pordenonese, il resto tra Trieste e Gorizia.
Piogge estreme fino a 200 millimetri in due ore scatenano smottamenti, caduta di massi e chiusure stradali. Una decina di centri abitati, venti arterie viarie strategiche e circa settanta cantieri sono sotto stretta sorveglianza per ridurre il rischio di isolamento e danni.
La Regione interviene prima con azioni di emergenza e poi con opere di messa in sicurezza, mentre il catasto frane serve a pianificare interventi mirati e a garantire una gestione più prudente del territorio.