La nuova legge regionale sul governo del territorio è stata illustrata oggi, 8 giugno, al Consiglio delle Autonomie locali dall’assessore a Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante; l’organismo ha espresso intesa all’unanimità.
Il provvedimento interviene esclusivamente sulla materia urbanistica, sostituendo integralmente la Parte I della legge regionale 5/2007 e chiarendo il rapporto con il Piano paesaggistico regionale.
Tra i punti principali figurano la co-pianificazione come metodo ordinario, la ridefinizione dei livelli di pianificazione (regionale, dodici Sistemi territoriali locali e comunale) e il superamento della rigida zonizzazione.
La bozza punta su rigenerazione urbana e territoriale, sostenibilità e contenimento del consumo di suolo, introducendo l’idea di «città pubblica» basata su servizi integrati, edilizia residenziale accessibile, spazi verdi e mobilità sostenibile. Prevede inoltre bilanci del consumo di suolo e meccanismi di perequazione e compensazione a scala intermedia e comunale.
Il testo nasce da un confronto con tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia, consorzi, comunità e ordini professionali, e da un’analisi comparativa delle recenti normative di Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche e Campania.
Grazie a semplificazioni procedurali, le procedure definitive legate al Piano paesaggistico sono passate da 4 nel 2021-24 a 21 nel 2024-26; sono attivi 28 tavoli tecnici, concluse 62 conferenze di servizi paesaggistiche e 37 procedimenti attendono l’adozione della variante comunale.
Secondo Amirante, la riforma vuole facilitare la rigenerazione del costruito, ridurre il consumo di suolo, rafforzare la pianificazione strategica regionale e rendere più chiaro il rapporto tra i vari livelli istituzionali.
