A Preone (Udine) sabato 12 luglio si è chiusa la sesta tappa di “Free Tagliamento”, la campagna che chiede una gestione sostenibile del “re dei fiumi alpini” alla vigilia del rinnovo delle concessioni idroelettriche realizzate in Carnia 60 anni fa.
La mattinata è iniziata con un’escursione lungo l’alveo prosciugato fra lo sbarramento di Caprizzi e il ponte di Preone: il geologo Stefano Ponton e la guida Marco Lepre hanno illustrato le trasformazioni geologiche e climatiche che hanno modificato il corso del Tagliamento.
Nel pomeriggio il confronto tecnico, coordinato da Alessandro Ciriani, ha riunito istituzioni ed esperti. Matteo Mazzolini (Ape Fvg) ha fatto il punto sul rinnovo delle concessioni, mentre Ennio Pittino (Secab) e Michele Benedetti (Bim) hanno discusso costi e benefici di una governance che restituisca valore economico e ambientale al territorio. Peter Hecher, Provincia di Bolzano, ha mostrato i risultati della rinaturalizzazione degli alvei alpini, modello per possibili interventi sul Tagliamento.
Il presidente di Legambiente Fvg ha annunciato la proposta di un osservatorio idrico nell’ambito del Bim Tagliamento e la tappa conclusiva del 20 settembre a Ragogna, dove saranno presentate le indicazioni emerse.
La campagna è promossa da Legambiente Fvg con Cirf, Wwf, Lipu e l’associazione Foce del Tagliamento, con il sostegno di Patagonia, per coniugare produzione energetica, sicurezza idraulica e rinascita ecologica del fiume.