Ddl 72, la Regione richiama i medici in pensione fino al 2026

Medico, Sanità

Il disegno di legge 72 riapre fino al 31 dicembre 2026 la possibilità di incarichi di lavoro autonomo per medici già in pensione, nel tentativo di colmare le carenze della sanità territoriale.

Durante il dibattito in Consiglio regionale, la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino ha criticato la misura definendola una scorciatoia che non risolve i problemi strutturali legati alla programmazione dei medici di base.

Pellegrino ha ricordato che già dal 2010 erano noti i pensionamenti previsti e le difficoltà poste dal numero chiuso universitario e dalla formazione in medicina generale. Secondo l’esponente Rosso-Verde, all’Azienda sanitaria del Friuli Centrale servirebbero 15 medici per riportare equilibrio, ma occorre indicare se queste figure siano effettivamente reperibili, in quali tempi e dove verrebbero collocate.

La consigliera chiede alla Giunta di chiarire il quadro giuridico del provvedimento, temendo possibili contestazioni di legittimità, e di specificare quante persone in quiescenza siano disposte a rientrare e con quali condizioni. Evidenzia inoltre che i massimali attuali di 1.800 assistiti per medico pesano in modo disuguale, soprattutto sulle donne medico.

«La Regione non riesce a garantire la medicina territoriale con strumenti ordinari e sceglie di riaprire, fino al 31 dicembre 2026, agli incarichi di lavoro autonomo per medici in quiescenza», ha detto Pellegrino, annunciando comunque un voto favorevole «per garantire continuità di assistenza ai cittadini», ma chiedendo di sapere come e quando si concluderà lo stato di emergenza.