Casa Peresson festeggia mezzo millennio a Piano d’Arta

Casa Peresson, già nota come Pianese, ha celebrato il suo 500° anniversario sabato 25 aprile a Piano d’Arta. L’edificio, completato nel 1526 sui resti di costruzioni danneggiate dal terremoto del 1511, è considerato una delle abitazioni più antiche del borgo.

Nei secoli la dimora ha superato sei terremoti (dal 1690 al 1976), due incendi – fra cui quello del 1644 – la febbre Spagnola, due guerre mondiali e le occupazioni austriaca e cosacca. Durante la Seconda guerra mondiale il comando cosacco requisì una stanza del sottoportico per ricavarne un ambulatorio medico e veterinario; per proteggere due parenti partigiani, i Peresson usavano lenzuoli bianchi o coperte rosse a mo’ di segnale di sicurezza o pericolo.

Il 24 aprile la grande famiglia Peresson si è riunita per una foto commemorativa e per la presentazione di una ricerca storica curata da Marlino Peresson, già sindaco, e da Daniela Peresson. Dal 1849, pur con alcune interruzioni, la casa appartiene ai Peresson, famiglia che annovera anche il maestro di musica Giuseppe Peresson.

L’edificio è un pregevole esempio di casa carnica cinquecentesca con portico e loggia sovrapposti; i soffitti presentano volte di tipo engadinese e diversi elementi originari sono ancora visibili. Utilizzato fin dall’inizio come abitazione civile, potrebbe essere stato commissionato dalla benestante famiglia Pianese, ma una tradizione orale parla di un eretico costruttore costretto alla fuga.

Alla lunga storia architettonica si sommano leggende popolari: la casa è soprannominata «cjase dai spirits» per il racconto di due scheletri apparsi in cantina e dissoltisi in polvere, forse legati all’inumazione di due donne morte durante la peste del 1600.