Betty Vuk ha conquistato a Ostia il titolo italiano assoluto A1 nei -78 chili, replicando il successo del 2022. La judoka classe 2000, cresciuta al Judo Club Tolmezzo e ora tesserata di nuovo con la società carnica, ha ottenuto il primo posto dopo un periodo che lei stessa ha definito complesso: «Questi campionati li ho vinti prima di tutto per me stessa, dopo un periodo piuttosto complicato, caratterizzato da tantissimi cambiamenti».
Nata a Tolmezzo e cresciuta a Socchieve, Vuk si è trasferita sei anni fa a Bologna, dove frequenta l’ultimo anno della laurea magistrale in Scienze criminologiche. I suoi primi passi sul tatami risalgono agli allenamenti con Anna e Lorenzo Miniggio; in carriera ha già messo in bacheca tre ori ai Campionati italiani universitari, il titolo agli Europei universitari con il Cus Bologna e un terzo posto nel circuito internazionale europeo.
L’inizio con il judo non fu immediatamente felice: «Avevo circa sei anni […] ma quando arrivavo vicino alla palestra del Judo Club Tolmezzo non ne volevo sapere di entrare…». Dopo una parentesi di due anni nello sci di fondo – «Quella sulla neve è stata una parentesi che tutto sommato mi ha aiutata a migliorare resistenza e velocità» – il richiamo del tatami ha avuto la meglio.
Figlia di genitori croato-bosniaci («Mamma e papà sono arrivati in Friuli nei primi anni ’90»), Vuk si riconosce in diverse caratteristiche friulane: «Sono accompagnata da una sana perseveranza in ciò che faccio, sono testarda e cerco in tutti i modi di giungere agli obiettivi che mi sono prefissata».
Dopo la vittoria, ha voluto ringraziare in particolare la coach Giorgia Dalla Corte, il Cus Bologna, le palestre che l’hanno ospitata e la famiglia: «Prima di tutto Giorgia Dalla Corte che mi ha guidata in questa avventura ed era a bordo tatami ad accompagnarmi come coach, poi il Cus Bologna e tutte le associazioni che mi hanno accolta […] senza dimenticare la mia famiglia».
La venticinquenne continuerà ad allenarsi con l’obiettivo di restare ai vertici nazionali; la corsa olimpica è difficile, ma non esclude nulla.
