L’articolo ricorda la strage di Peteano del 31 maggio 1972, un attentato neofascista che causò la morte di tre carabinieri. L’autore sottolinea l’importanza di commemorare le vittime e di continuare a parlare di quella stagione eversiva e oscura della storia italiana, caratterizzata da violenza politica e depistaggi. La strage di Peteano è considerata un tassello fondamentale della “strategia della tensione”, una serie di attentati volti a destabilizzare il Paese e a manipolare l’opinione pubblica. Le indagini furono ostacolate da depistaggi interni alle forze dell’ordine, con tentativi di attribuire la responsabilità alla sinistra, mentre i veri colpevoli erano legati all’estrema destra. Solo anni dopo, grazie alla confessione di Vincenzo Vinciguerra, fu chiarita la matrice neofascista dell’attentato. L’articolo denuncia inoltre come molte verità su questa e altre stragi siano ancora parzialmente nascoste, anche a causa di manipolazioni e coperture istituzionali. Nonostante la rimozione del segreto di Stato sui fascicoli, resta il rischio che la memoria venga offuscata da narrazioni distorte e da un mancato pieno riconoscimento delle responsabilità storiche.
Anniversario strage Peteano: ancora verità mancanti