Denuncia al No Borders per rumore in area protetta

Il Coordinamento Italiano per la Tutela degli Ambienti Naturali dai Grandi Eventi (Citange) ha presentato una denuncia contro il festival No Borders nei laghi di Fusine, nel Tarvisiano. Secondo l’organizzazione, l’autorizzazione regionale sarebbe illegittima perché la valutazione di incidenza ambientale non considera i rischi per l’ecosistema, con particolare riferimento a habitat e specie protette del sito Natura 2000. Tra i punti contestati, il rumore.

Bruno Petriccione afferma che a 200 metri dal palco si è arrivati a 60 decibel a 200 metri, soglia di guardia oltre la quale si prospettano danni al sistema neurovegetativo umano, con possibili effetti peggiori per i piccoli animali.

Il Citange sostiene inoltre che il festival fosse autorizzato solo fino al 1° agosto e che la proroga al 3 agosto valesse esclusivamente per smantellamento e ripristino, mentre quel giorno si sono tenuti due concerti. L’avvocatura della Regione non commenta. Il direttore del Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano e ideatore del festival, Claudio Tognoni, contesta ogni addebito: precisa che esiste una deroga per il rumore e che i moderni impianti limitano l’espansione del suono. Rivendica le precauzioni adottate e annuncia una querela per calunnia.