“Sono stata io e so che ciò che ho fatto è mostruoso”. Davanti al sostituto procuratore, Lorena Venier, 61 anni, infermiera del Distretto sanitario di Gemona, ha ammesso di aver ucciso il figlio Alessandro, 35 anni, la sera del 25 luglio.
Secondo quanto riferito dal suo legale, Giovanni De Nardo, la donna ha reso «piena confessione», visibilmente sconvolta per l’efferatezza del gesto compiuto insieme alla convivente del giovane, Mailyn, definita «la figlia femmina che non ho mai avuto». Dopo il delitto il cadavere è stato nascosto in un bidone nell’autorimessa della villetta e ricoperto di calce viva per mascherare gli odori. Nonostante l’omicidio, Venier ha continuato a presentarsi regolarmente al lavoro senza destare sospetti.
Il caso ha scosso l’intera comunità friulana. «Impressiona che nelle nostre comunità possano avvenire delitti tanto efferati, spetterà alla magistratura fare piena luce», ha commentato il presidente regionale Massimiliano Fedriga.
