Ieri si è svolta un’udienza preliminare del nuovo procedimento sulla morte di Matteo Pittana, il ventenne rimasto vittima di un incidente il 19 febbraio 2024 a Tavagnacco. Dei quattro testimoni convocati in tribunale si è presentato soltanto un residente della zona; il giudice Concetta Bonasia ha quindi aggiornato il dibattimento all’11 settembre.
Il teste presente ha ricordato: «Ci hanno suonato verso le 2 chiedendoci di poter usare il telefono ma senza fare riferimento a un incidente stradale. Non gli abbiamo aperto e poco dopo si sono allontanati. Abbiamo subito avvisato i carabinieri».
Non si sono invece presentati i due carabinieri che quella notte intervennero sul posto: uno ha inviato una giustificazione, l’altro no. L’assenza ha amareggiato la madre di Matteo, Rosita Cariolato, che ha detto: «Purtroppo i due carabinieri non si sono presentati, non ne sappiamo il motivo, per noi era molto importante ascoltarli».
Al termine dell’udienza i genitori hanno mostrato la lettera arrivata dal Quirinale, nella quale il Presidente della Repubblica esprime «viva partecipazione e vicinanza umana», ricorda che «non ha facoltà di valutazione o intervento su questioni che appartengono all’esclusiva competenza dell’autorità giudiziaria» e li invita a confidare nella magistratura: «Vi invito ad avere fiducia nella magistratura che autonomamente deve svolgere tutti i delicati accertamenti necessari a far luce sulle eventuali responsabilità penali riscontrabili nella tragica vicenda descritta».
Al centro del procedimento è Antonio Worge De Prato, imputato per favoreggiamento. Secondo la contestazione, dopo l’impatto l’imputato e l’amico Ludovico Piva uscirono dall’auto finita nel canale Ledra e si allontanarono senza soccorrere Pittana né chiedere aiuto, giustificando in seguito gli abiti bagnati e le ferite con un presunto bagno nel Tagliamento.
