Gli autotrasportatori del Friuli Venezia Giulia hanno accolto con cauto ottimismo l’accordo raggiunto tra Unatras e il governo Meloni, ma mantengono lo stop programmato dal 25 al 29 maggio in stato di sospensione. La posizione è stata condivisa il 23 maggio nell’assemblea regionale di Buttrio convocata da Confartigianato Fvg, Fai e Cna.
L’intesa prevede un fondo straordinario da 200 milioni di euro per il credito d’imposta, che si aggiunge ai 100 milioni stanziati a marzo, il rimborso delle accise entro 30 giorni dalla domanda e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte. Il governo si impegna inoltre ad aprire un tavolo tecnico sulle criticità normative e a ricostituire la Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica.
Le associazioni regionali attendono i decreti attuativi, indicati per l’inizio della settimana successiva, sottolineando l’urgenza di interventi rapidi per la mancanza di liquidità nelle imprese.
Durante i lavori è stato rimarcato il bisogno di superare misure emergenziali e di avviare una politica stabile di remunerazione e sviluppo del settore. Si è anche definito storico l’incontro a Palazzo Chigi, considerato il primo a così alto livello da vent’anni.
I numeri fotografano una contrazione del comparto: a fine 2025 le imprese di autotrasporto in regione erano 1.025, rispetto alle oltre 1.400 di dieci anni prima. Gli operatori collegano il calo alle crisi succedutesi e a un processo di concentrazione necessario per restare competitivi.
