Udine ha ospitato il convegno “Pianificazione dell’emergenza e comunicazione del rischio: proposte di lavoro a 50 anni dal terremoto e dalla grande risposta del Friuli”, promosso dal master in Intelligence and emerging technologies in collaborazione con il Centro alti studi della difesa.
L’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha richiamato l’importanza di una comunicazione pubblica capace di creare fiducia e consapevolezza, soprattutto in un panorama mediatico dominato dai social. «Nella Pubblica amministrazione il tema di una comunicazione che riesca a costruire consapevolezza e fiducia nella credibilità delle scelte delle istituzioni, oltre che a gestire le fasi di rischio e di emergenza, è cruciale soprattutto in un ambiente mediatico dominato dai social: la PA, soprattutto nei servizi primari, deve investire sulla formazione di profili di alta competenza perché la qualità della comunicazione determina anche la comprensione delle scelte pubbliche e la fiducia nei servizi, contribuendo a contrastare narrazioni distorte», ha affermato.
Riccardi ha evidenziato la necessità di collegare persone e territori nei momenti critici e di raccontare in modo chiaro le scelte tecniche, rilevando un deficit di comunicazione anche nella gestione ordinaria. Ha citato Umberto Eco per sottolineare come i social possano deformare le convinzioni e rendere urgente una «narrazione di qualità della complessità».
L’assessore all’Università e Ricerca Alessia Rosolen ha posto l’accento sul valore strategico dell’intelligence e sulla collaborazione tra Regione, Università di Udine e Difesa. Secondo Rosolen, oggi servono soprattutto competenze capaci di «sistematizzare, interpretare e rendere realmente fruibili» i dati già disponibili, mantenendo le tecnologie emergenti “coordinate dall’intelligenza umana”.
Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche il direttore centrale della Protezione civile regionale Amedeo Aristei, il responsabile organizzazione Francesco Zucconi, il componente del consiglio scientifico Gianluigi Sechi e la docente Manuela Farinosi, che ha illustrato il progetto europeo Sonar-Cities.
