Mons. Riccardo Lamba, arcivescovo di Udine, ha incontrato il 9 ottobre un gruppo di persone detenute nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, terzo appuntamento delle catechesi giubilari dell’Anno della Speranza. Con lui il cappellano padre Claudio Santangelo; l’incontro si è svolto in un clima di attenzione e partecipazione.
Cuore del messaggio: Dio ci ha creati liberi; scegliere la verità rende libero il cuore, anche fra le mura del carcere. Dire la verità è la prima forma di libertà, ha sottolineato Lamba, ricordando che la fede radica nella giustizia e che l’amore tiene saldi nella verità.
Sollecitato dai detenuti, l’Arcivescovo ha parlato di giustizia riparativa, percorso avviato da vent’anni: alcune vittime del terrorismo, come la figlia di Aldo Moro, hanno incontrato chi aveva ucciso i loro cari. Lo Stato amministra la giustizia, ma la riparazione del cuore è personale. Il Vangelo invita a perdonare ‘settanta volte sette’; è un cammino lungo reso possibile dalla grazia di Dio. ‘Meglio soffrire per aver detto la verità che per aver mentito’.
Lamba ha esortato a custodire la libertà interiore: la verità libera il cuore, anche in carcere. La visita si è chiusa con due canti di preghiera eseguiti dai detenuti; l’Arcivescovo ha portato il saluto anche alla direzione e agli operatori del carcere. Prossimo appuntamento giovedì 16 nel carcere di Udine, con il cappellano padre Lorenzo Durandetto.
