Timori di nuovi rincari sul carrello della spesa

Federconsumatori segnala numerose telefonate e mail di cittadini preoccupati che le tensioni nel Golfo Persico facciano aumentare i prezzi di latte, pane, frutta e verdura.

Secondo i dati ISTAT, tra il 2021 e il 2025 il costo del carrello della spesa è salito del 24%. Angelo D’Adamo osserva che «Se aggiungiamo anche la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, possiamo parlare di un impoverimento costante».

Il presidente di Confcommercio Antonio Paoletti invita gli esercenti a mantenere un comportamento etico e afferma: «Gli aumenti futuri sono probabili, ma non possono essere imminenti».

Intanto, a Trieste una pallina di gelato può costare 2,30 euro. L’esercente Marco De Martin precisa che gli aumenti non dipendono dal conflitto in corso, ma da rincari delle materie prime: «Le materie prime che utilizziamo hanno subito un pesante rincaro e, per mantenere la qualità, abbiamo dovuto ritoccare i prezzi. Inoltre – aggiunge De Martin – incidono anche il costo del personale e quello delle certificazioni».