TFS pubblici, stop ai rinvii entro il 2027

La Corte costituzionale ha fissato un termine preciso: entro il 14 gennaio 2027 dovrà essere approvata una legge che cancelli il differimento e la rateizzazione del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici.

Il pronunciamento arriva dopo che due precedenti proposte di modifica erano state bocciate dalla Ragioneria generale dello Stato per l’impatto sui conti pubblici. La decisione apre prospettive favorevoli per chi sta per andare in pensione, ma preoccupa l’Inps, chiamata a reperire le risorse necessarie al pagamento immediato delle liquidazioni.

In Friuli Venezia Giulia numerosi lavoratori matureranno i requisiti nei prossimi anni; tra il personale della Regione se ne contano 104 solo nel 2026. L’assessore alla Funzione pubblica Pierpaolo Roberti ricorda che è già possibile chiedere anticipi fino a 50 000 euro.

Il sistema attuale, che prevede versamenti figurativi e pagamenti subordinati alla disponibilità di fondi pubblici, viene giudicato penalizzante dai sindacati. «Capisco la difficoltà, ma la norma attuale discrimina i lavoratori del settore pubblico rispetto al privato» sottolinea Orietta Olivo della Fp Cgil.

Se la normativa non verrà adeguata, potrebbe moltiplicarsi il contenzioso: un primo ricorso era partito nel 2025 dal Friuli Venezia Giulia, quando un ex dipendente del Ministero dell’Interno chiese al Tar di condannare l’Inps al pagamento immediato dell’intero Tfs con interessi e rivalutazione.