Terremoto ’76: due mostre accessibili con la CAA

Due mostre a Udine e Gemona celebrano rispettivamente gli ottant’anni del Messaggero Veneto e il cinquantesimo del terremoto del 1976, presentando pannelli tradotti con la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) per garantire l’accessibilità a cittadini stranieri, bambini, persone con disabilità cognitive o disturbi del linguaggio.

Il progetto nasce dalla collaborazione fra lo Studio Storia in Mostra, guidato dagli storici Roberto Chiarini ed Elena Pala, e la ricercatrice Mariangela Pezzotti del Laboratorio di Didattica generale dell’Università Cattolica di Brescia, che coordina la traduzione dei contenuti.

«Si definisce “Aumentativa” perché accresce le modalità naturali di espressione», spiega Pezzotti, «e “Alternativa” perché utilizza codici sostitutivi. Non è una lingua straniera, è una risorsa per l’inclusione».

Accanto a ogni pannello, didascalia e percorso narrativo sono stati inseriti simboli che restituiscono il senso del testo, così che tutte le persone possano fruire del racconto del sisma, della redazione e della ricostruzione.

«Attraverso l’uso dei simboli, il racconto diventa un patrimonio visivo», sottolinea la ricercatrice, che vede nell’iniziativa un impegno civico oltre che un gesto di inclusione.

Le due esposizioni rappresentano un precedente nel panorama espositivo regionale, estendendo la memoria collettiva del Friuli a chi finora rischiava di restarne escluso.