La IV Commissione del Consiglio regionale ha ripreso l’audizione su come mettere in sicurezza il Tagliamento dopo l’alluvione del 1966.
I tecnici hanno illustrato l’ipotesi di due traverse laminanti a Dignano e Madrisio e di casse di espansione fuori alveo, mentre l’Autorità di bacino sta preparando un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) che esaminerà tutte le soluzioni proposte.
Diversi consiglieri hanno lamentato ritardi e mancanza di chiarezza politica; il PD parla di “grande confusione”, il M5S chiede il parere dei comitati, Avs ricorda che oggi gli sfollati potenziali sarebbero 150 mila.
I sindaci si dividono: Latisana contesta il Docfap temendo di azzerare 40 anni di lavori, Spilimbergo e Dignano lo sostengono per avere uno studio complessivo. Gli agricoltori annunciano la disponibilità di 2 mila ettari per favorire le esondazioni naturali.
Sul tavolo anche la sicurezza della foce, i lavori del ponte di Latisana e la diaframmatura degli argini. I comitati civici, forti di una petizione con 13 mila firme, ribadiscono la loro contrarietà alle grandi opere idrauliche e chiedono alla UE di vigilare.
